
Un Cassano per il Toro. Non è il fuoriclasse di Bari vecchia, ma un tifoso doc cresciuto alla scuola del business respirando l’aria del Filadelfia, con il culto del lavoro piemontese e la consapevolezza del sacrificio come valore per riuscire nella vita. Maurizio Cassano, 37 anni, è presidente dell’AMMA (Associazione Industriali Metallurgici Meccanici Affini) e vice-presidente di Federmeccanica, titolare della ITIC S.r.l. di Moncalieri, azienda del settore metalmeccanico che ha realizzato gli impianti termomeccanici per il Comunale-Olimpico in vista dei recenti Giochi di Torino 2006. Se l’impresa Mazzi ha curato i lavori edili, Cassano ha distribuito i fluidi, ma le parentele prossime con il mondo vicino a Cimminelli finiscono lì e guai a nominarglielo. Il giovane, sposato, un figlio, laureato in Ingegneria Chimica, è uno sfegatato tifoso che frequenta la curva da quando aveva 14 anni. Una frequentazione che non ha smesso nemmeno nei cinque anni trascorsi a ricoprire incarichi di responsabilità in aree tecniche e di produzione all’interno di aziende manifatturiere appartenenti a diversi gruppi multinazionali.







Al mio lavoro di ingegnere ho accennato pochissime volte, ma da qualche mese ho ricevuto il mandato per il coordinamento delle opere impiantistiche per la realizzazione di un progetto molto particolare: il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica che sorgerà presso l'Ospedale San Matteo di Pavia. Cos'è l'adroterapia? L’adroterapia è la figlia più giovane della radioterapia convenzionale, quella che si effettua con i raggi X (detti 'gammas' o 'fotoni' dai fisici). L’adroterapia utilizza fasci di protoni (ioni di idrogeno), di ioni carbonio e di neutroni, che sono tutte particelle più pesanti degli elettroni e sono dette "adroni". Gli "Adroni" - usati nella terapia - sono nuclei di atomi che, portati ad alta energia da una potente macchina acceleratrice, sono lanciati come proiettili in grado di danneggiare tessuti malati nel corpo del paziente, in corrispondenza del tumore. Protoni accelerati a 200 MeV e ioni carbonio accelerati a 4’700 MeV permettono di irradiare i tumori profondi seguendone il contorno con precisione millimetrica e di risparmiare i tessuti sani circostanti. Produrre protoni e ioni carbonio di queste energie è più difficile e costoso che produrre gli elettroni da 10 o 20 MeV necessari per la terapia convenzionale con raggi X. Soltanto i protoni da 200 MeV riescono infatti a penetrare nel corpo fino a 27 cm e a raggiungere c




