lunedì, 19 giugno 2006

Un Cassano per il Toro. Non è il fuoriclasse di Bari vecchia, ma un tifoso doc cresciuto alla scuola del business respirando l’aria del Filadelfia, con il culto del lavoro piemontese e la consapevolezza del sacrificio come valore per riuscire nella vita. Maurizio Cassano, 37 anni, è presidente dell’AMMA (Associazione Industriali Metallurgici Meccanici Affini) e vice-presidente di Federmeccanica, titolare della ITIC S.r.l. di Moncalieri, azienda del settore metalmeccanico che ha realizzato gli impianti termomeccanici per il Comunale-Olimpico in vista dei recenti Giochi di Torino 2006. Se l’impresa Mazzi ha curato i lavori edili, Cassano ha distribuito i fluidi, ma le parentele prossime con il mondo vicino a Cimminelli finiscono lì e guai a nominarglielo. Il giovane, sposato, un figlio, laureato in Ingegneria Chimica, è uno sfegatato tifoso che frequenta la curva da quando aveva 14 anni. Una frequentazione che non ha smesso nemmeno nei cinque anni trascorsi a ricoprire incarichi di responsabilità in aree tecniche e di produzione all’interno di aziende manifatturiere appartenenti a diversi gruppi multinazionali.

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lunedì, 19 giugno 2006

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domenica, 18 giugno 2006

La rievocazione storica dell'Assedio di Canelli - anno 1613 prende il via da un fatto storico ben documentato che si inquadra nell’ambito delle guerre per la successione del Ducato di Monferrato (1613-1617).
Nel 1612 moriva Francesco Gonzaga, duca di Mantova che aveva diritti sul Monferrato. Alla sua morte si aprirono innumerevoli controversie per la successione. Carlo Emanuele I, duca di Savoia (che era il nonno dell’unica figlia del defunto Duca), per difendere i secolari interessi che casa Savoia aveva sul Monferrato, decise di risolvere le controversie con le armi. Si diede inizio a quella che fu definita la “guerra per la successione del Ducato di Monferrato”.
Canelli, posta sul confine tra Savoia e Monferrato, interamente fortificata, fu teatro di innumerevoli combattimenti e subì numerosi attacchi.
Nel giugno del 1613, approfittando della mancanza di soldati dalle fortificazioni canellesi, Carlo Gonzaga, duca di Nevers con un reggimento di cavalleria, uno di fanteria e con diversi cannoni, attraversò il fiume Belbo e pose l’assedio alla città. Le truppe monferrine tentarono in più modi di entrare in Canelli, ma piccola guarnigione rimasta fu aiutata in modo determinante dalla popolazione che, con non pochi sacrifici riuscì a resistere a tutti gli attacchi e a reagire in modo decisivo. I nemici furono costretti “al ritirarsi con morte d’alcuni cavaglieri principali, capitani, soldati, et molti feriti” fuggendo “con tanto spavento et fuga lasciarono sopra la piazza, i petardi et le scale con alcuni pezzi di bronzo et altri carri carichi di moschetoni da posta, piche et altre armi”.

Il Duca di Savoia per ringraziamento e per premiare gli uomini e le donne di Canelli del loro comportamento li esentò per trent’anni, con apposito decreto, dal pagamento delle tasse.

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domenica, 18 giugno 2006

Il Colonnello Taffini

Messer Roggero, scrivete a monito delle genti future quello che andrò ora a dire:

Popolo di Canelli, è giunta l’ora, questa notte nella mia tenda comando, tra mille travagli, con i miei più fedeli officiali mi venne in sogno una signora, di tale grazia e nobiltà d’animo da por essere data in isposa ad un re!, mi sussurrò – monsignor Tafino, difendete queste terre dove Febo tramuta la vigna in oro, salvate queste brave genti certamente più dedite alla pinta che alla picca, Iddio armerà come San Giorgio il vostro braccio – solo ora rammento il suo nome, me ne parlò Giovanni Ludovico Vignola, profondo conoscitore di queste terre,  è madonna Elisabetta della Serra!. 

Io Tafino navigo come marinaio errabondo per mari, senza meta, e se mai avrò la fortuna di conoscerla il suo petto sarà la spiaggia del mio futuro riposo.

Canellesi ! sconfiggete le voste paure, vincerete la morte, ora avete due possibilità di usire da questa battaglia, o senza testa o con la testa del vostro nemico!.

Per il Principe Vicario Perpetuo del Sacro Romano Imperio, Sua eccellenza illustrissima Duca Carlo Emanuel di Savoia, che mi ha dato l’onore di difendere questa città O VITTORIA O MORTE!!!!

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lunedì, 12 giugno 2006

SincrotroneAl mio lavoro di ingegnere ho accennato pochissime volte, ma da qualche mese ho ricevuto il mandato per il coordinamento delle opere impiantistiche per la realizzazione di un progetto molto particolare: il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica che sorgerà presso l'Ospedale San Matteo di Pavia. Cos'è l'adroterapia? L’adroterapia è la figlia più giovane della radioterapia convenzionale, quella che si effettua con i raggi X (detti 'gammas' o 'fotoni' dai fisici). L’adroterapia utilizza fasci di protoni (ioni di idrogeno), di ioni carbonio e di neutroni, che sono tutte particelle più pesanti degli elettroni e sono dette "adroni". Gli "Adroni" - usati nella terapia - sono nuclei di atomi che, portati ad alta energia da una potente macchina acceleratrice, sono lanciati come proiettili in grado di danneggiare tessuti malati nel corpo del paziente, in corrispondenza del tumore. Protoni accelerati a 200 MeV e ioni carbonio accelerati a 4’700 MeV permettono di irradiare i tumori profondi seguendone il contorno con precisione millimetrica e di risparmiare i tessuti sani circostanti. Produrre protoni e ioni carbonio di queste energie è più difficile e costoso che produrre gli elettroni da 10 o 20 MeV necessari per la terapia convenzionale con raggi X. Soltanto i protoni da 200 MeV riescono infatti a penetrare nel corpo fino a 27 cm e a raggiungere così i tumori profondi. Per penetrare fino alla stessa profondità gli ioni carbonio devono essere accelerati a un'energia circa ventiquattro volte maggiore (4’700 MeV), il che implica apparecchiature ancora più grandi. In questo caso io mi occuperò di installare un "sincrotrone" di 25 metri di diametro. Non si tratta di impianti che si realizzano ogni giorno, ovvio... per questo ne vado molto orgoglioso. Poi c'è l'aspetto "morale", la consapevolezza di collaborare nella realizzazione di qualcosa che salverà davvero delle vite umane. I vantaggi di questo nuovo sistema sono incredibili: l'adroterapia con protoni e ioni carbonio, rilasciando la dose al tumore con gran selettività, reca meno danni ai tessuti sani circostanti rispetto alla radioterapia con raggi X. Questa proprietà è particolarmente importante nei casi in cui il tumore è localizzato presso organi vitali che non devono essere irradiati. Inoltre uno ione carbonio rilascia, in ogni cellula traversata, un’energia circa ventiquattro volte maggiore di quella rilasciata da un protone. Per questo gli ioni carbonio hanno sulla maggior parte dei tessuti una maggiore efficacia biologica dei protoni (e dei raggi X) nell’uccidere le cellule “radio resistenti” che si trovano alla fine del loro percorso, ove si trova il bersaglio tumorale.... Ed è così che impegno le mie giornate (ma non solo)...

Ac HotelNon solo, perchè sono anche Project Manager per una compagnia alberghiera spagnola, l'AC Hotel. Per il prossimo mese di settembre spero di portare a termine il primo albergo che la compagnia aprirà a Milano, in via Tazzoli (spot...spot...spot...). Che dire? Vi attendo numerosi?

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domenica, 11 giugno 2006

In effetti ho poche certezze. 

Le tengo rinchiuse dentro di me, nemmeno fossero preziosissimi tesori...

A volte le riporto alla memoria...

come un vecchio album fotografico ....conservato sul ripiano più alto del vecchio armadio, quello che sta nella stanza da letto della nonna... hai presente?

A volte, quando resto solo, mi piace prenderlo e sfogliarne lentamente le pagine....

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domenica, 11 giugno 2006

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domenica, 11 giugno 2006

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domenica, 11 giugno 2006

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mercoledì, 07 giugno 2006

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